domenica 13 dicembre 2009

Guida poco che devi bere


Esperimento.
S'intitola: Cosa scrivi sul blog quando sei ubriaco?
Svolgimento dell'esperimento: festa di compleanno, ristorante brasiliano, caipirinha, vino, carne, ballerini, capoeira, danze.
Mescolare il tutto senza tanto ritegno. Anzi, di ritegno è meglio tenerne un po' da parte che nella vita può sempre ritornare utile.
Una volta mescolato, bere tutto allegramente.
Il risultato è questo post, che forse non vincerò il Pulitzer...ma si può dare il Pulitzer ad un post su un blog? Io non credo, però non posso dire di conoscere le regole del Pulitzer.
Poi mi guardo intorno, nella stanza in cui sto scrivendo, e penso che però meriterei ad honorem lo Sporchitzer. Qui è uno schifo e non solo perchè sono ubriaco. Beh, forse per questo motivo vedo sporco il doppio di quanto sia in realtà, ma visto che è comunque sporco almeno sei volte più di quanto si confà ad una casa decente, significa che anche se stessi vedendo doppio sarebbe sporco tre volte di troppo.

L'altro giorno dei colleghi parlavano di un coso che è un aspirapolvere automatico. Broom-qualcosa. Broommy o Broombo o Broomuro o non mi ricordo. Comunque è un aspirapolvere automatico, in qualunque dannato modo si chiami.
E' un coso tondo con le ruote - se guardate la tv forse avrete visto la pubblicità (io non la guardo, quindi ho dovuto aspettare che ne parlassero dei colleghi per scoprirlo) - che pulisce autonomamente i pavimenti.

martedì 24 novembre 2009

L'Italia s'è desta, dell'elmo di Scipio s'è cinta la pasta


Ho deciso di dare una svolta alla mia vita per aiutare l'Italia ad uscire dalla crisi.
Faccio mio il pensiero del buon Ministro Rotondi, che ha da tempo abolito la pausa pranzo perchè quell'orario lì è il più produttivo, ma partendo da tal pensiero mi spingo ben oltre, perchè il buon Ministro Rotondi non ha pensato che ci sono altri momenti che potremmo dedicare al lavoro piuttosto che ai nostri bisogni fisici.

E così ho deciso di eliminare le pause per andare in bagno.

In effetti, ho notato che il momento in cui produco di più, nell'arco dell'intera mia giornata lavorativa, è proprio quando sto seduto sul water.
E allora perchè non dedicare quei lunghi, inutili minuti trascorsi sulla porcellana ad altre attività ben più utili al rilancio della nostra malandata economia?
Per non dire dei minuti che subito precedono la corsa al bagno: in quei lunghissimi secondi in cui non vedi l'ora di scapicollarti al water, ma quanto lavori veloce?!? Quando sei lì che saltelli sulla sedia, ma proprio non puoi alzarti perchè non puoi lasciare a metà ciò che stai facendo, diventi un'ira di Dio! Sbrighi le pratiche ad una velocità inusitata, senza distrazioni, in apnea come Enzo Maiorca!
E poi, finalmente, arrivi al trono e ti godi il rilassamento...

Quando non so cosa scrivere un motivo c'è


Vorrei scrivere qualcosa di sagace perchè mi sono reso conto che questo mese sono stato poco produttivo.
Vorrei davvero riuscire, ora, a scrivere qualcuna di quelle righe che si meritano un posto di tutto rispetto nella millenaria storia della letteratura e che chiunque può riconoscere come mattone imprescindibile della produzione culturale umana.
Onestamente e senza falsa modestia, credo di non avere alcuna difficoltà a farlo.
Ecco: "Essere o non essere, questo è il problema: se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte."
Che ci voleva?
Non ci ho messo nemmeno tanto, anche se ammetto di avere usato il copia&incolla. Se le avessi scritte battendo tasto per tasto c'avrei messo qualche mezzo minuto di più.

Comunque ora anch'io mi domando se sia più nobile sopportare gli ortaggi o prender l'armi contro il mare di Tripoli, come si chiede il Bardo.

mercoledì 18 novembre 2009

A che bell’ò cafè, pure in ufficio ‘o sanno fa


Ieri non ho scritto, ma ho la scusa che ho dovuto lavorare seriamente.
Due giorni fa.
Ieri ero ancora sotto shock.
Qui non siamo mica come a Milano che si lavora a tutte le ore del giorno e della notte e della sera e se poi esci dall'ufficio prima delle 20 sembri uno che non ha voglia di lavorare e tutti ti additano.

Dove lavoro io non è così.
Qui ti additano se non prendi il caffé a colazione, a mezza mattinata, dopo pranzo e poi un altro nella pausa di metà pomeriggio e poi uno ancora prima di uscire dall'ufficio, cioè un'ora dopo la pausa pomeridiana.
Quindi finisce che bevi cinque caffé al giorno, di cui gli ultimi tre nell'arco di un'ora e mezza.

Poi si stupiscono che uno diventi nervoso.
Alcuni miei colleghi sembrano in preda al delirium tremens.
Una volta gli operai in strada sono venuti a lamentarsi perchè per il tremore del nostro palazzo non riuscivano ad andare dritti col martello pneumatico.
"Insomma, noi dobbiamo lavorare!" ci ha detto il capocantiere, sbuffando.

lunedì 16 novembre 2009

Divagazioni della peggior specie


Stamattina mi è arrivata una mail di quelle filosofico-sentimentali e ho notato che tale mail era stata mandata a tutte femmine eccetto il sottoscritto.
Lì per lì la cosa mi ha fatto piacere e mi sono detto: "corbezzoli!" - che è una cosa che non dico tanto spesso - "evidentemente mi differenzio dagli altri maschi per qualcosa che mi rende più degno di amicizia. Forse è perchè sono onesto e le ragazze percepiscono che non sono un nemico e che non mi interesso a loro solo come fossero pezzi di carne, ma so apprezzarne l'interiorità e la profondità dello spirito".

Quindi ci ho pensato un po' e mi è venuto in mente di quando un mio amico veniva continuamente invitato dalle sue colleghe ad uscire e si trovava sempre in mezzo ad un sacco di ragazze. Ciò lo rendeva molto felice e pensava: "mi invitano perchè sono diverso dagli altri maschi".
Infatti pensavano che fosse gay.

Non sapendo se questo c'entrasse qualcosa con la mia situazione, mi sono fermato un altro po' a pensare.

Ora, dire "mi sono fermato" in realtà non è così corretto, perchè potrebbe indurre a credere che fossi in movimento.
In realtà sono fermo, perchè sono in ufficio.